San Vittore del Lazio (FR) Italia

(Autostrada Roma Napoli. Uscita San Vittore)

L'ultimo paesino del Lazio per chi scende al sud. Il primo per chi va al nord. Dipende dai punti di vista.

Qui si parla un dialetto schietto e deciso. Come si parla così si scrive, senza stortura di vocali.

Si sente ben  marcata l'inflessione campana; ma senza la cadenza nasale di questa. 

Un  perfetto e nobile mix tra

ciociaro-campano-molisano

Buona lettura.



  

La ballata di Robert Capa e “zi Mnguccj” alla Radicosa. 4 Gennaio 1944. 

Ricordo di Fred Trotter sergente americano morto a S. Vittore del Lazio il 7 gennaio 1944

75° anniversario della liberazione della Radicosa (4 gennaio 1944) e di S. Vittore del Lazio (7 gennaio 1944) La prima poesia in dialetto sanvittorese fu scritta appositamente per questa ricorrenza, parla del grande fotografo americano Robert Capa che venne alla Radicosa per documentare l’asprezza e la ferocia di una guerra guerreggiata come non mai nel mondo. Proprio qui scattò delle fotografie che sono poi rimaste celebri e che costituiscono il substrato di ogni mostra che si celebra in suo onore.  Queste foto sono importanti perché mettono a nudo la crudeltà e l’inutilità di una guerra in luoghi dove per millenni il tempo aveva fatto il suo corso in pace e in armonia con gli uomini, con gli animali, con la terra. Un sommovimento che provocò uno smarrimento generale e uno sconvolgimento di valori atavici ancora oggi avvertito come intollerabile.

 

Fred Trotter

 La seconda su Fred Trotter fu scritta una dozzina di anni fa quando l’autore, in una passeggiata sopra le colline delle Muraglie e di Santa Giusta, vide per la prima volta la sperduta croce del soldato Fred Trotter. Non sapeva nulla di lui. Non sapeva che quella croce apparteneva ad un sergente americano (di origini italiane) morto da eroe. Anzi l’aveva pensato tedesco. Volle immaginare in qualche modo la sua morte. E da quel “pòvr uagliòn!” spontaneo davanti a quella croce scaturì una serie di considerazioni che mise in versi continuando a pensare e a scrivere  in dialetto. E dedicò quel piccolo componimento ai soldati tedeschi (anch’essi vittime di un’ideologia aberrante prima e della guerra poi) e ai soldati americani liberatori venuti a morire a San Vittore del Lazio dalle più lontane regioni della terra.


Premiazione Campidoglio

Giovedì 21 febbraio 2019 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio dalle ore 9,30 premiazione del concorso per le scuole “Salva la Tua lingua locale”

- VI Edizione - indetto dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro loco d’Italia) e dall’EIP Italia (Scuola Strumento di Pace) ONG con statuto consultivo presso l’ONU.

Verranno premiati i componimenti in dialetto (poesia e prosa) dei ragazzi di tutte le scuole d’Italia. Un evento unico che si rinnova da sei anni a questa parte. “SALVA LA TUA LINGUA LOCALE” Sezione Scuola Premio letterario nazionale per le opere in dialetto o lingua locale, in prosa e poesia.

Interverranno Antonino La Spina Presidente Nazionale UNPLI,  Bruno Manzi Presidente Legautonomie Lazio Giovanni Solimine Presidente Onorario “Salva la tua lingua locale”,  Anna Paola Tantucci, Presidente E.I.P Italia.  Modera  Veronica Gatto, giornalista.  Saluterà l’assemblea  Laura Baldassarre, Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale ed è stato invitato Salvatore Giuliano, Sottosegretario Ministero Istruzione Università e Ricerca. Notevole nella giuria la presenza di Elio Pecora tra i massimi poeti italiani contemporanei.

Dopo la premiazione degli alunni che hanno presentato composizioni per le sezioni poesia e prosa ci sarà la Premiazione Presidenti Pro  Loco   per la diffusione del concorso nelle scuole; Saranno quindi attribuiti riconoscimenti ai Cultori dei dialetti e delle lingue locali  per la collaborazione tra scuole e territorio: Prof. Adele Terzano, Molise – Guglionesi  (CB), Dott. Tommaso Conti Lazio - Cori (LT), Prof. Luigi Matteo   Lazio - San Vittore del Lazio (FR) -. A chiusura della manifestazione sarà proiettato il DVD  dello stesso Luigi Matteo contenente “La ballata di Robert Capa e “zi Mnguccj” alla Radicosa.  4 Gennaio 1944”  scritta per il 75° anniversario della liberazione  dalla dominazione nazifascista e a ricordo della venuta del grande fotografo ungherese-americano alla Radicosa (con sottotitoli in italiano, in inglese, francese, spagnolo, polacco, russo).

Lu sant'uttrés  II edizione

 

 

21 febbraio 2023, giornata internazionale della lingua madre indetta dall'UNESCO nel 1999 per promuovere la madrelingua, la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo. 

 

Anteprima II edizione di "Lu sant'uttrés"

Questa che pubblichiamo è un’anteprima della seconda edizione di “Lu sant’uttrés’ - Dizionario del dialetto sanvittorese” accresciuta di circa 200 pagine, con il sostanziale contributo del Dr Francesco Sciarretta.

Ci hanno spinto a pubblicare sul sito, prima ancora della stampa, due motivi:

  1. Non privare i sanvittoresi di una consultazione rapida di qualcosa che appartiene anche a loro nell’attesa della stampa
  2. Dare la possibilità a chi legge di contribuire come correttore di bozze ad un lavoro che, quantunque seguito accuratamente può ancora contenere errori e molte omissioni. Saranno ben accetti tutti i suggerimenti al seguente indirizzo [email protected]Grazie. Tutti i diritti riservati. Se riportato citare la fonte

 

 


Seconda edizione




Lu sant'uttrés

Dizionario del dialetto sanvittorese


Lu sant’uttrés’ – dizionario sanvittorese

Possiamo classificare il dialetto sanvittorese  come epigonico dei dialetti laziali e prodromico dei dialetti molisano-campani. Si sentono accenti marcati dell’uno e dell’altro versante; purtuttavia esso conserva la sua prerogativa di originalità  fresca e ben radicata. Da sempre S. Vittore del Lazio si pone come terra di mezzo non foss’altro per quella scorciatoia naturale che, partendo da Formia-Gaeta, attraverso le nostre montagne non sempre agevoli ma essenziali ed inevitabili, porta al mare Adriatico. I romani la conoscevano bene e i Sanniti dovettero soccombere con la  disfatta e la resa del loro avamposto in Aquilonia (293 a.C.) Solo ai piedi di Monte Sammucro in una manciata di chilometri ci sono tre paesini: S. Vittore (FR), S. Pietro Infine (CE), Venafro (IS), ciascuno appartenente a diversa regione e diversa provincia. Proprio questo essere terra di mezzo, questa medietas rende la nostra terra unica. Anche nel parlare. Lasciar morire in lenta agonia la nostra parlata o perderla tra cinquant’anni è un grave atto di negligenza e di scarso rispetto per le migliaia di generazioni che ci hanno preceduto. Esse hanno vissuto come noi cu’ gliu vient, la nègghia, gliu sól, gliu rij, Sammuch’r e  ci hanno trasmesso il sangue, la vita, la cultura, la lingua, il carattere sanvittorese.

Roma, Campidoglio, 6 febbraio 2015.

Premiazione del libro “Lu sant’uttrés”

al Concorso nazionale “Salva la tua lingua locale”

 

Il 6 febbraio 2015 alle ore 10.30  nella sala della Protomoteca in Campidoglio, premiazione del Concorso nazionale “Salva la tua lingua locale” indetto dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco Italiane). Il libro di M. e L. Matteo “Lu sant’uttrés” dizionario del dialetto sanvittorese ha partecipato e, dopo essersi classificato tra i finalisti, ha ottenuto il premio per la sezione “Prosa edita”.

Per permettere una veloce consultazione del libro, specialmente per chi non ne è in possesso, abbiamo creato il sito http://dialettosanvittorese.jimdo.com/ dove è fedelmente riportato, in quattro tranches, il libro per intero con l’aggiunta di un veloce errata-corrige in cui sono stati raccolti i primi suggerimenti dei sanvittoresi.

La visita del sito permetterà  ai cittadini di S. Vittore del Lazio e specialmente a quelli  residenti all’estero di beneficiare delle pagine originali a colori con una visione molto più chiara rispetto al libro che fu stampato in estrema economia in b/n.

Roma, 6 febbraio 2015. Sala della Protomoteca in Campidoglio. Premiazione concorso "Salva la tua lingua locale" . Claudio Nardocci (a sin. ) presidente UNPLI, il Prof. Tullio de Mauro linguista, il Prof. Pietro Gibellini presidente Giuria del premio, Prof. Bruno Manzi presidente Legautonomie Lazio, salutano i convenuti.

Antonio Guarascio, Luigi Matteo e Clora Cassone

San Vittore del Lazio 12 gennaio 2019. 75° anniversario liberazione dalla dominazione tedesca. La sindaca Avv. Nadia Bucci (da dx) Luciano Bucci Winterline Venafro, Maurizio Zambardi Ad Flexum, Gaetano De angelis Curtis CDSC.

 

Articolo con tutte le foto

https://notiziapp.it/eventi/convegno-sulla-liberazione-di-san-vittore-successo-e-commozione/

S. Vittore del Lazio, contrada Radicosa

Venerdì 3 agosto, alle ore 18 presso il sagrato della chiesa della Madonna del Rosario  si è tenuta la presentazione del libro “Lino Forte – Dagli Appennini alle Ande” a cura di Luigi Matteo – Youcanprint Edizioni. 

Roma, 21 febbraio 2019. Sala della Protomoteca in Campidoglio. Premiazione del concorso per le scuole “Salva la Tua lingua locale” - VI Edizione - indetto dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro loco d’Italia) e dall’EIP Italia (Scuola Strumento di Pace) ONG con statuto consultivo presso l’ONU. Durante la premiazione è stato proiettato un un brano del DVD  dello stesso Luigi Matteo contenente “La ballata di Robert Capa e “zi Mnguccj” alla Radicosa.  4 Gennaio 1944” . 

Sono stati conferiti riconoscimenti ai Cultori dei dialetti e delle lingue locali  per la collaborazione tra scuole e territorio ai Proff  Adele Terzano, Molise – Guglionesi  (CB),  Tommaso Conti Lazio - Cori (LT), e Prof. Luigi Matteo  Lazio - San Vittore del Lazio (FR)

 

 

I fratelli Maria e Luigi Matteo autori del libro "Lu Sant’uttrés"

Il 2 marzo 2016 la bella anima di Maria Matteo è volata in cielo. La ringraziamo per quanto ha fatto per la sua famiglia, per i suoi alunni e per il nostro piccolo paesino.


Maria e Luigi Matteo

Per ambedue una vita da insegnanti. Da oltre vent’anni hanno minuziosamente appuntato sui loro taccuini le parole, i modi di dire, i proverbi del paesino di S. Vittore del Lazio (FR) in cui sono nati, fino a farne un libro. C’è un perché. Inesorabilmente la “civiltà” e i mass-media hanno condannato il nostro dialetto, come tutti i dialetti, all’oblio. Un patrimonio non solo linguistico che scomparirà, così come si perdono ogni giorno specie animali, vegetali, così come si avvelena con incoscienza l’aria, l’acqua, la terra, elementi primordiali concessi magnificamente e in abbondanza all’uomo dal Creatore. Nel libro ogni parola dialettale è preziosa. Non è irrilevante neppure la filastrocca o la cantilena infantile riportata in appendice. Tutto fa parte di una ricchezza gratuitamente ricevuta da chi, per millenni, ci ha preceduto. Una ricchezza unica e irripetibile. Siamo gli unici sul nostro pianeta terra a parlare la lingua o il dialetto sanvittorese. Ne siamo dunque i custodi. Non possiamo permetterci il lusso di perdere neppure una parola. Per rispetto agli antichi e per rispetto a chi verrà dopo di noi. Come fare? Semplice. Continuiamo tranquillamente a parlare in dialetto e vattémm culla mazz r’ mammàcj i nostri bambini che (saggiamente) ne fanno uso.

Roma, 6 febbraio 15. Sala della Protomoteca in Campidoglio. Il prof. Luigi Matteo (a destra) riceve la targa-premio  - prosa edita/lu sant'uttrés - del concorso "Salva la tua lingua locale" da Toni Cosenza. A fianco il Consigliere Vittorio Marcone dell'Amministrazione del Comune di S. Vittore del Lazio.

Il sito: dal "Volturno a Cassino" ha pubblicato la poesia "Vagliola mi'" di L. Matteo dedicata a Fred Trotter,  ai 13 soldati americani e ai 33 soldati tedeschi venuti a morire il 7 gennaio 1944 alla r'fènza di S. Vittore del Lazio . Linka qui:  

http://www.dalvolturnoacassino.it/asp/doc.asp?id=297#7

 

  • Tratto da NotiziAPP

  • Venerdì 3 agosto 2018, alle ore 18 presso il sagrato della chiesa della Madonna del Rosario alla contrada Radicosa nel Comune di San Vittore del Lazio, si terrà la presentazione del libro “Lino Forte – Dagli Appennini alle Ande” a cura di Luigi Matteo – Youcanprint Edizioni. Seguiranno gli interventi dei relatori e la lettura di alcune poesie scritte da Lino Forte (1948-2018) in dialetto radicosaro tratte dalla raccolta “Radicosàlia”. 

    Nella prefazione la storia complessa e coinvolgente di Lino Forte (1948-2018) spirito ribelle, emigrato negli anni 80 in Venezuela e quindi in Colombia dove ha svolto la professione di traduttore ufficiale (atti giudiziari, perizie giurate…) nella città di Bogotà fino alla sua morte.

    Il libro raccoglie i suoi scritti poetici divisi in tre sezioni: “Radicosalia”, “Gocce di rugiada” e “Lucignoli”. Innamorato delle sue montagne, ha vissuto gli anni in terra straniera con una nostalgia morbosa delle sue radici e del mondo bucolico della Radicosa, una contrada montana di San Vittore del Lazio. Le sue “cantate” sono scritte specialmente in dialetto, la lingua del cuore. Il dialetto è il “radicosaro” che si discosta nettamente dal dialetto sanvittorese per le inflessioni e le cadenze che risentono del vicino Molise. E diventa il custode delle memorie della sua terra. Memorie di cose semplici, di vita quotidiana, rievocate con rimpianto struggente e fissate in versi da consegnare ai giovani.  Lino Forte resta il primo ed unico poeta dialettale di quel difficile idioma di crocevia e il suo contributo letterario con “Radicosàlia” è notevole in quanto il variegato dialetto campano (Basso Lazio, Campania, napoletano) è riconosciuto come lingua dall’Unesco. Nel suo peregrinare lo ha sorretto una salda fede cristiana che lo ha accompagnato fino alla fine dei suoi giorni (19 febbraio 2018).

    Interverranno alla presentazione: dottoressa Nadia Bucci sindaca di San Vittore del Lazio, professor Luigi Matteo curatore del libro, professor Gaetano de Angelis Curtis Direttore di “Studi Cassinati”, dottor Emilio Pistilli Presidente emerito CDSC, professor Maurizio Zambardi architetto e archeologo Presidente dell’associazione “Ad Flexum”, professor Vittorio Casoni ex sindaco e professor Aldo Cervo, docente e storico.

    “La nostalgia della propria terra diventerà con questo evento occasione per arricchire il patrimonio letterario delle stessa – ha affermato la sindaca Bucci – un patrimonio che sento ancor più mio perché ispirato dai profili di quegli stessi monti che hanno visto il mio cuore bambino contemplarne la maestosità”.

    Tra gli invitati il Presidente della Regione Lazio Zingaretti ed assessore regionale alla cultura, Pasquale Ciacciarelli presidente V Commissione cultura della Regione Lazio, Luigi Vacana presidente del Consiglio provinciale ed assessore alla cultura e al turismo della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini presidente XV Comunità montana valle del Liri e Loreto Policella, presidente del Gal.Ver.La. .

    Buffet con assaggini dei prodotti tipici della Radicosa offerto dagli stessi abitanti coordinati da Josephine Mascio e un breve commento musicale al suono dell’organetto, un suono caro a Lino Forte che ha improntato buona parte della sua poesia sul verso endecasillabo tipico degli stornelli popolari antichi.

    Per chi non conosce il territorio verrà predisposto un bus-navetta con partenza alle 17.30 e rientro alle 20.30

Dialetto radicosaro
Dialetto radicosaro

Nella prefazione la storia complessa e coinvolgente di Lino Forte (1948-2018) spirito ribelle, emigrato negli anni 80 in Venezuela e quindi in Colombia dove ha svolto la professione di Traduttore Ufficiale a Bogotà fino alla sua morte. Il libro, curato da Luigi Matteo, raccoglie i suoi scritti poetici divisi in tre sezioni: "Radicosalia", "Gocce di rugiada" e "Lucignoli". Innamorato delle sue montagne ha vissuto gli anni in terra straniera con una nostalgia morbosa delle sue radici e del mondo bucolico della Radicosa, una sperduta contrada montana di S. Vittore del Lazio (FR). Le sue "cantate" sono scritte specialmente in dialetto, la lingua del cuore. Il dialetto è il "radicosaro" che si discosta nettamente dal dialetto sanvittorese per le inflessioni e le cadenze che risentono del vicino Molise. E diventa il custode delle memorie della sua terra. Memorie di cose semplici, di vita quotidiana, rievocate con rimpianto struggente e fissate in versi incisivi e icastici. Lino Forte resta il primo ed unico poeta dialettale di quel difficile idioma di crocevia e il suo contributo letterario è notevole in quanto il variegato dialetto campano (basso Lazio, Campania, napoletano) è riconosciuto come lingua dall'UNESCO.

e book Lino Forte, Dagli Appennini alle Ande

 

 

https://books.google.it/books?id=hLJmDwAAQBAJ&pg=PA5&lpg=PA5&dq=lino+forte+luigi+matteo&source=bl&ots=843EQhlon9&sig=ACfU3U0_q632NGaVB5nwprIBp4D5qJks_Q&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiKlOzkqL3gAhWN2KQKHVsOBnwQ6AEwC3oECAQQAQ#v=onepage&q=lino%20forte%20luigi%20matteo&f=false