Luigi Matteo curr

 

 

Nato nel 1944 alla Radicosa (frazione montana del Comune di S. Vittore del Lazio (FR) da cui dista circa 7 km) è stato insegnante in Istituti Superiori e Licei della Capitale.

 

·         Cultore di dialetti ha pubblicato nel 2014 insieme con la sorella Maria (1939-2016) il libro

 

“Lu sant’uttrés”, dizionario del dialetto sanvittorese con l’aggiunta di proverbi, aneddoti, etimologie - Edizioni Ugo Sambucci Cassino.

 

 

 

·         Nel giugno 2018 ha curato il libro “Lino Forte – Dagli Appennini alle Ande” contenente le poesie in dialetto radicosaro dello sfortunato amico Lino  morto a Bogotà nel febbraio dello stesso anno.  La raccolta “Radicosàlia”, di cui Lino Forte è autore, resta  finora l’unico documento scritto di quel difficile idioma di confine tra Lazio, Campania, Molise. Il libro contiene un’ampia prefazione e un breve dizionario radicosaro-italiano ed è stato accolto nell’Atlante Linguistico Italiano dell’Università di Torino. Lo stesso Atlante custodisce anche il dizionario sanvittorese dal 2014.

 

 

 

·         Nel Novembre 2006 ha scritto in dialetto “Vagliola mi’” (Ragazza mia) una poesia scaturita dopo aver incontrato per caso la sperduta croce di un soldato americano  (Fred Trotter) venuto a morire da eroe  il 7 gennaio 1944 sui monti di S. Vittore del Lazio dal Sud Carolina. Solo in quei pochi metri quadrati cruciali della Rfenza  morirono in poche ore 33 soldati tedeschi e 13 soldati americani.

  

 

·          Nel 2019, 75° anniversario della liberazione della Radicosa (4 gennaio 1944) e di S. Vittore del Lazio (7 gennaio 1944) ha scritto, sempre in dialetto sanvittorese appositamente per questa ricorrenza celebrata nella Sala consiliare del Comune,  “La ballata di Robert Capa e “zi Mnguccj” alla Radicosa.  4 Gennaio 1944” 

  

Il grande fotografo americano venne alla Radicosa per documentare l’asprezza e la ferocia di una guerra guerreggiata come non mai nel mondo. Proprio qui scattò delle fotografie che sono poi rimaste celebri e che costituiscono il substrato di ogni sua mostra.  Foto importanti perché mettono a nudo la crudeltà e l’inutilità di una guerra in luoghi dove per millenni il tempo aveva fatto il suo corso in pace e in armonia con gli uomini, con gli animali, con la terra. Un sommovimento che provocò uno smarrimento generale e uno sconvolgimento di valori atavici ancora oggi avvertito come intollerabile. Qui conobbe Domenico Matteo, nonno dello scrivente, (Zi Mngùccj 1878-1944), abitante del luogo, un tempo emigrato in Russia a S. Pietroburgo, fotografo anche lui, con cui entrò in confidenza tanto che degli scatti che si conservano di quel giorno molti lo raffigurano in diverse situazioni.  Domenico morì qualche giorno dopo saltando in aria su una mina. Capa morì dieci anni dopo accomunato nella stessa sorte per lo scoppio di una mina in Indocina.

  

 

·          DVD contenente “La ballata di Robert Capa e “zi Mnguccj” alla Radicosa.  4 Gennaio 1944” con sottotitoli in italiano, in inglese, francese, spagnolo, polacco, russo. Lo stesso comprende anche “Vagliola mi” Il DVD è già fruibile in internet su YouTube digitando le parole del titolo.

  

 

Altre pubblicazioni

 

·          Nel 2013 ha pubblicato il volume “Giuseppe Zurlo – Scritti politici” Edizioni Youcanprint Tricase LE, reperibile nelle librerie Mondadori, Feltrinelli  e in internet youcanprint.it.

 

·          Nel 2016 il volume “Centro Culturale Fidia, la storia” Cofine Edizioni Roma

 

·          Ha collaborato all’estensione dei due volumi d’arte su Alfiero Nena scultore editi da Progetto Gutenberg (1994) e da Eurochrom di Treviso nella collana Esmeralda nel (2008).

 

·          E’ autore di articoli e recensioni. Ha curato per  25 anni il giornale scolastico “Matteucci e dintorni”. Da oltre 15 anni cura il bollettino “ARS” (Anton Rubinstein Symposium). Collabora  da oltre 20 anni alla stesura annuale del bollettino EIP Italia (Scuola Strumento di Pace)